Riccardo Angelini

Riccardo Angelini è un artista visivo nato a Fermo nel 1980. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna con una tesi intitolata La forma nell’informe, dedicata alla percezione e alla psicologia della forma attraverso lo studio della macchia — ambito che diventerà il nucleo della sua ricerca.

Dopo un primo periodo tra Bologna e Parigi, negli ultimi anni il suo lavoro si concentra sempre più su processi di trasformazione della materia, in cui il segno iniziale viene sottoposto a dinamiche di dissoluzione, alterazione e riemersione. Le opere nascono spesso da una condizione di “cognizione amorfa”, una fase percettiva sospesa in cui il gesto si libera dal controllo intenzionale per generare forme instabili e ambigue.

La pratica si sviluppa attraverso l’uso di materiali organici e reattivi — pigmenti naturali, polveri, acque di mare e di fiume, solventi — attivati secondo processi che richiamano una sensibilità spagirica, in cui separazione, trasformazione e ricombinazione diventano parte integrante dell’opera. La materia non è mezzo, ma campo attivo: assorbe, trattiene e restituisce il tempo.

Serie come I tre segni dell’esistenza e Retaggi lunari articolano questa ricerca in direzioni complementari: da una parte l’indagine sulla trasformazione come condizione universale, dall’altra la comparsa di presenze ambigue, non completamente determinate, che emergono e si dissolvono all’interno del processo stesso.

Il suo lavoro non si limita alla pittura, ma si estende alla fotografia, all’audiovisivo e alla scultura, mantenendo come centro una riflessione sulla forma in divenire e sulla sua continua messa in crisi.

Vive e lavora a Moresco (FM), in dialogo con il territorio e con diverse realtà nazionali e internazionali.